martedì 30 giugno 2009

Un pò di pulizia nel mondo della finanza senza scrupoli...

La sentenza del "caso Madoff" è arrivata. Severissima, giusto per far capire che da oggi in poi chi sbaglia rischia di compromettere definitivamente la sua vita. La corte del distretto federale di Manhattan ha condannato il finanziere Bernard Madoff a 150 anni di prigione! Il giudice del tribunale di New York ha definito quello di Madoff un "crimine straordinariamente diabolico". La sentenza è stata accolta con gioia dalle vittime dei Madoff, accusato di aver sottratto ai suoi clienti-investitori oltre 50 miliardi di dollari. "Mi dispiace, ma so che questa non vi aiuta", il commento di Madoff nel corso della sentenza. Il suo legale, Ira Sorkin, ha affermato che "150 di prigione sono un'assurdità".

Madoff è stato il protagonista di una delle truffe più colossali della storia della finanza mondiale. La sua società, la Bernard Madoff Investment Securities, non era altro che una immensa struttura a catena di Sant'Antonio che ingannava i clienti con un sistema di piramide finanziaria soprannominato "schema Ponzi". Questo sistema, che prende il nome da un immigrato italiano che per primo lo mise in atto agli inizi del '900, consisteva nel promettere agli investitori guadagni certi e costanti nel lungo periodo in media del 10% annuo a prescindere dall'andamento dei mercati finanziari. Madoff versava l'ammontare degli interessi pagandoli con il capitale dei nuovi clienti. Il sistema è saltato quando i rimborsi dei clienti erano diventati superiori a quelli dei nuovi investimenti. Il tutto è stato smascherato quando Madoff non è stato più in grado di onorare le richieste di disinvestimento che avevano raggiunto la cifra di 7 miliardi di dollari. L'11 dicembre 2008 Madoff veniva arrestato dagli agenti federali. Concluderà la sua vita in prigione.

A cura di Nicola D'Antuono - info@miniday-trading.it

domenica 28 giugno 2009

Effetti della stampa incondizionata delle banconote (PARTE SETTIMA)

Qualche anno più tardi la cosa si è ripetuta in Francia durante la rivoluzione quando, per pagare l’esercito in modo che difendesse il territorio da una possibile invasione del nemico filo-monarchico, si decise di coniare una nuova moneta in doppia circolazione (usando però sempre il vecchio quantitativo di oro sottostante) chiamata “assegnato”. Con questa moneta ci dovevano pure pagare il pane da distribuire al popolo francese in rivolta e finanziare le opere pubbliche promesse.

Via via che si stampavano questi “assegnati” essi perdevano irrimediabilmente valore tanto che nel 1795 (cioè solo 5 anni dopo la loro istituzione), a fronte di 33 miliardi di assegnati il loro valore era sceso a 1/600 di quello nominale. A questo punto se ne creò un altro chiamato il “mandato” che equivaleva a 30 assegnati. La spinta inflazionistica riparti più di prima facendone crollare il valore di oltre il 3% in pochi mesi. Infine, con l’arrivo al potere di Napoleone Bonaparte, si reintrodusse il sistema monetario classico mettendo un fine a questa escalation inflazionistica.

Si ritorna negli USA per finanziare un’altra guerra (quella civile) e il Presidente A. Lincoln decise di creare il “greenbacks”. Bisogna sapere che dopo il grosso problema inflazionistico causato dai continental, appena gli USA ebbero l’indipendenza, decisero di far gestire le banconote da un ente privato (nella fattispecie la Federal Reserve) in modo tale che i politici non potessero più inguaiare il popolo per le loro gestioni spavalde dell’economia. Durante la guerra civile, il partito di Lincoln chiedeva a gran voce il diritto dello stato di poter ristampare i soldi come stato sovrano (cosa che ritornò alla ribalta molto tempo dopo anche con J.F. Kennedy).

Il greenbacks doveva avere parità con il dollaro metallico ma, come accaduto con i continental, la circolazione di moneta non regolata portò queste nuove “carte” a inflazionarsi rapidamente costringendo all’emissione di altre per coprire i debiti crescenti fin quando, alla fine della guerra, il loro valore era inferiore al 39% dei dollari “veri”.

Visto che il problema di emissione incontrollata di denaro aveva creato problemi in tutte le nazioni, chi prima chi dopo, tutte le nazioni (non dittatoriali) passarono via via ad un emissione controllata da una banca privata, detta anche Banca Centrale. Per tornare al caso americano (prima grande nazione che passò il testimonial del conio ad un ente privato), si stabilì che ogni oncia d’oro equivalesse a 20 dollari mentre ogni oncia d’argento fosse pari ad 1 dollaro. Così facendo si potevano stampare tanti dollari quanto oro o argento vi fosse nelle riserve.

A Cura di Patrizio Messina

Autore dell'ebook Autoconsulenza Finanziaria

venerdì 26 giugno 2009

Il "ledge" e le micro-congestioni

Buongiorno a tutti. Oggi parliamo di una configurazione grafica molto interessante e potenzialmente esplosiva adatta soprattutto per un trading di breve periodo (anche se si sposa bene con operazioni a più lungo raggio). Si tratta del cosiddetto ledge, che in inglese vuol dire "cornice", "davanzale". Il "battesimo" ufficiale per questo pattern grafico è arrivato dal famoso trader americano Joe Ross che per primo ne capì il potenziale, tanto da diventare parte integrante del suo metodo di trading insegnato successivamente a migliaia di persone in tutto il mondo. Il ledge non è altro che una variante delle congestioni. Personalmente, lo definirei una micro-congestione, considerando il range molto stretto della stessa e la contrazione di volatilità che ne scaturisce.
Un ledge deve essere composto da almeno 4o candele con due massimi e due minimi (cioè gli estremi alti e bassi del rettangolino) coincidenti, ma separati da almeno una candela. Inoltre, non deve superare le 10 candele di ampiezza. E' questa la principale differenza con le classiche ocongestioni o con i cosiddetti trading range (dove la durata di formazione del pattern è maggiore).

Volendo prendere in esame il mercato azionario italiano, è in atto la formazione di un ledge su Autogrill (simbolo: AGL) che a breve potrebbe prendere una direzione precisa...

A cura di Nicola D'Antuono - info@miniday-trading.it

mercoledì 24 giugno 2009

Le "distribuzioni" in Borsa

Buongiorno a tutti. Certamente avrete già sentito parlare di accumulazioni e distribuzioni sui titoli di Borsa. Oggi voglio parlare più specificamente di "distribuzioni". Questo fenomeno si ha quando i grossi investitori istituzionali (di solito hedge funds, fondi pensione, banche d'affari, etc.) iniziano a liquidare le loro posizioni (di solito ai piccoli trader privati) senza dare troppo nell'occhio, evitando che vendite improvvise possano far accelerare immediatamente i prezzi verso il basso. Di solito vengono a crearsi dei trading range (o congestioni), all'interno dei quali gli investitori professionisti "distribuiscono" sul mercato gran parte delle quantità presenti nei loro portafogli. Fin quando non avviene la rottura dell'estremo basso del trading range non si può parlare ancora di distribuzione. Questo fenomeno si verifica quando un titolo effettua un forte movimento direzionale al rialzo con poche soste, raggiungendo in un arco temporale piuttosto breve delle performance molto elevate. Vediamo, dunque, qualche esempio relativo a distribuzioni tutt'ora in atto.




A cura di Nicola D'Antuono - info@miniday-trading.it

martedì 23 giugno 2009

Che cosa sono le commodities?

Le Commodities sono quelle che noi italiani chiamiamo Materie Prime. La parola deriva dal latino Commòditas e dal francese Commodité e vuol dire "qualcosa di utile", "qualcosa che porta vantaggi". Quindi, le materie prime sono beni (o merci) necessari per la vita dell'uomo. Esse sono alla base di qualsiasi attività economica degli uomini.

Possiamo inserire le materie prime nel nostro portafoglio attraverso l'acquisto di azioni di società che producono materie prime (es. azioni di una società mineraria o aurifera), investendo in valute di Paesi ricchi di materie prime o commodity currencies (es. Canada, Australia, Nuova Zelanda, Brasile, Sudafrica, etc.), acquistando un ETC (sono praticamente "genelli" degli ETF), acquistando (o vendendo, si si vuole speculare al ribasso) i futures contrattati nelle principali Borse Merci mondiali (es. il CME a Chicago) oppure acquistando direttamente monete preziose o altre commodities da conservare in uno scantinato o... in salotto (opzione difficile da mettere in piedi).
Le più importanti materie prime (trattate nelle Borse futures) sono:

- petrolio, benzina, gasolio;

- cereali (grano, mais, avena, soia);

- metalli preziosi e non (oro, argento, platino, palladio, rame, zinco);

- carni bovine e suine;

- coloniali (caffè, zucchero, succo d'arancia, cacao);

- fibre (cotone);

- legname.
A cura di Nicola D'Antuono - info@miniday-trading.it

lunedì 22 giugno 2009

A volte bisogna anche accontentarsi di poco...

Buongiorno e buon inizio settimana a tutti. Stamattina l'indice FTSE Mib ha rotto la soglia psicologica dei 19000 punti con perdite che al momento superano i 2 punti percentuali. Un calo generalizzato sul mercato che mi ha fatto propendere per una scelta operativa di tipo short su uno dei titoli friendly, cioè quelli che lavoro abitualmente. Si tratta di Azimut (simbolo: AZM), tra l'altro capacedi escursioni medie di prezzo nell'intraday davvero eccezionali. Utilizzando la tecnica dello spread trading intraday, sono stato eseguito con 800 pezzi in "lettera" a 6,58, non lontando dal massimo di giornata posto a 6,635, che aveva soltanto "sporcato" leggermente il massimo di venerdì. Davvero una classica Bull Trap, cioè "Trappola per Tori". Tuttavia, nonostante una buona copertura in "lettera", i prezzi trovavano difficoltà nell'affondare i colpi anche mentre gli indici di mercato colavano a picco. Area 6,50 teneva bene e il "denaro" si mostrava abbastanza robusto e con diverse proposte che riempivano quasi tutti i livelli del book. Quando ho visto comparire in "lettera" oltre 900 pezzi a 6,51, ho colpito il livello con i miei 800 pezzi portando a casa comunque 48 euro netti che per un trade intraday sono pur sempre una cifra di tuto rispetto (considerando anche la durata complessiva: 10 minuti circa).
A cura di Nicola D'Antuono - info@miniday-trading.it

venerdì 19 giugno 2009

L'analisi tecnica tradizionale al servizio del trader

Buongiorno a tutti e ben ritrovati. Ieri sono stato fuori tutta la giornata per cui non ho potuto postare alcun articolo nè lavorare sui mercati finanziari. Oggi volevo parlarvi della possibilità di "prendere in prestito" qualche figura grafica elementare di analisi tecnica per implementare strategie di trading vincenti nel breve periodo. Ad esempio, utilizzando i triangoli. Proprio qualche giorno fa ho consigliato nella mia "storica" newsletter di Borsa (Traders Truth) la possibilità di sfruttare una possibile inversione ribassista su un tiolo, Autogrill (simbolo: AGL), che stava formando un triangolo discendente. Tra l'altro, il livello di intervento (6,40) era abbastanza significativo (ND Point) perché spesso toccato e sfiorato più volte. Vediamo come è andata...

Dopo la rottura ribassista di 6,40, i prezzi sono scesi fino a 5,745 offrendo una buona opportunità di guadagno in poco più di tre sessioni di Borsa.

A cura di Nicola D'Antuono - info@miniday-trading.it

mercoledì 17 giugno 2009

Un trucco niente male per guadagnare con il trading intraday

Sulle pagine di questo blog ho parlato in passato di un elemento da tenere in grande considerazione quando ci si appresta a fare trading intraday. Si tratta dello studio della volatilità di brevissimo periodo e, quindi, della capacità di un titolo di effettuare determinate oscillazioni nell'arco di una seduta. Infatti, in qualità di day-trader è sempre necessario lavorare titoli che si muovono e che sono in grado di compiere grandi escursioni di prezzo in un arco temporale piuttosto breve. Ti mostro un esempio pratico su Azimut (simbolo: AZM).
Già nella sessione di ieri, i prezzi avevano effettuato all'improvviso uno spike che aveva portato le quotazioni da circa 7 euro fino addirittura a 6,50 in pochi istanti! Si tratta di movimenti straordinari che sono una conseguenza logica della struttura del book di questo titolo e dal modo di lavorare dei principali market maker e specialist. Questo vuol dire che, nel brevissimo periodo, il titolo potrà essere soggetto agli stessi movimenti qualora ricorressero le stesse condizioni della seduta di ieri. Un'informazione davvero importante.

Stamattina, non appena gli indici di Borsa hanno cominciato a scendere con decisione, sono iniziate violente e repentine vendite sul titolo che lo hanno spinto da area 6,90 a 6,50! Ancora un movimento eccezionale delle quotazioni. Quando i prezzi sono risaliti verso la Ema20 sono entrato short a 6,85 con una buona copertura in "lettera". Una ripresina del mercato mi fa propendere per un'uscita a 6,795. Tuttavia, poco dopo inizia a prendere forma un triangolo discendente molto interessante che si completa con il breakdown di 6,78. E cosa succede? Semplice, i prezzi crollano nuovamente e, dopo la rottura di 6,50, addirittura fino a 6,38! Ecco perchè è fondamentale scegliere i titoli giusti, quelli che si muovono con forza e decisione...
A cura di Nicola D'Antuono - info@miniday-trading.it

martedì 16 giugno 2009

Uno short da 70 euro netti in tre minuti su Luxottica

Buongiorno a tutti. Ieri il tonfo dell'indice FTSE Mib (-3%), e delle principali Borse mondiali, ha mostrato in modo chiaro la volontà di iniziare a prendere profitto da parte degli investitori dopo una lunga cavalcata che dura ormai da oltre tre mesi. Già ieri ho cominciato a shortare con buoni risultati qualcosina nell'intraday e ho inserito in lista diversi titoli da poter lavorare oggi in caso di discesa dei mercati. Dopo un discreto avvio degli indici europei, è avvenuta un'inversione ribassista che ha decretato l'inizio di nuove violente vendite su molti titoli. Così sono entrato short con 600 pezzi su Luxottica (simbolo: LUX) a 14,08 anticipando il probabile attacco dei venditori della soglia psicologica dei 14. Sono bastati tre minuti per vedere il titolo scendere sino a 13,93, prendere profitto a 13,95 e guadagnare 70 euro netti.


A cura di Nicola D'Antuono - info@miniday-trading.it

lunedì 15 giugno 2009

Il migliore investimento del 2009

Buongiorno e buon inizio settimana a tutti. Ci siamo mai chiesti qual'è stato il migliore investimento del 2009? Da qualche giorno penso non ci siano più tanti dubbi. Non è un'operazione di investimento su un titolo azionario, un future, un immobile, una valuta o una materia prima. L'affare dell'anno è stato messo a segno da una nota squadra di calcio portoghese, il Porto FC, che ha venduto al Milan il ventunenne terzino sinistro franco-senegalese Alì Cissokho per 15 milioni di euro. Una bella cifra, anche se ridicola se comparata con altri affari di questo sport sempre più aziendalistico (vedi Kakà passato al Real Madrid per 64 milioni di euro o Cristiano Ronaldo passato sempre alla squadra spagnola per 93 milioni di euro!). L'affare-Cissokho è da rimarcare in quanto la società portoghese lo aveva pagato 300mila euro sul finire del 2008, prelevandolo da una squadra di seconda fascia portoghese. Cosa, cosa? Ebbene sì, una plusvalenza del 5.000% circa in poco più di 6-8 mesi con un ricavato 50 volte superiore al costo effettuato. Ed è per questo che al Porto FC va la medaglia d'oro come migliore speculatore del 2009, a meno che non ci saranno affari migliori di questo nei prossimi mesi. D'altronde, in qualità di trader, sappiamo bene che "speculare" vuol dire "ricercare". Lo speculatore è qualcuno che va alla ricerca d'affari. Prendiamo questo esempio come monito per il futuro. E magari un giorno arriverà anche un affare del genere... Ad maiora!
A cura di Nicola D'Antuono - info@miniday-trading.it

venerdì 12 giugno 2009

Ancora un'esplosione di volatilità su Uniland

Già ieri ho parlato di Uniland (simbolo: UNL) e di come sia esploso dopo la comparsa di alcuni pattern statisticamente affidabili. Il titolo ha poi chiuso la seduta di ieri con un altisonante +24%, realizzando la terza wide range candle with extreme close, un 3 Wakeup Call e un nuovo massimo a 2 mesi con volumi enormi. Dopo simili performance la maggior parte dei trader si aspetta un ritracciamento dei prezzi che, però, su questa tipologia di titoli, il più delle volte non arriva mai se non nell'intraday...
Infatti, stamattina i prezzi hanno aperto in lap down di oltre tre punti percentuali, hanno realizzato un nuovo minimo intraday e poi hanno puntato dritto verso il breakout del massimo della seduta precedente. E' il classico movimento dei "titolini" in fortissima tendenza giornaliera che, una volta partiti, si fermano quasi sempre solo con la sospensione per eccesso di rialzo. E anche oggi il copione non è cambiato affatto...

A cura di Nicola D'Antuono - info@miniday-trading.it

giovedì 11 giugno 2009

Breakout di un ND Point su Uniland

Buongiorno a tutti. Nella seduta di ieri, Uniland (simbolo: UNL), un titolo illiquido quotato a Piazza Affari, ha realizzato un nuovo massimo a 2 mesi con una candela a chiusura estrema (wide range candle with extreme close), mostrando un ADX sparato nettamente al rialzo e una performance giornaliera superiore al 10%. Il massimo della seduta è stato 0,99 euro. Un livello che può definirsi sicuramente un ND Point molto significativo, tra l'altro a un passo dalla soglia psicologica di 1 euro.

Oggi i prezzi, dopo un'apertura in lap down (open inferiore al close di ieri), hanno realizzato un movimento al dir poco esplosivo dopo la comparsa di un pattern che ho dettagliatamente esposto nel mio ebook Trading A Capitali Ridotti. Si tratta del flashback. Il breakout dell'ND Point posto a 0,99 prima e della soglia psicologica di 1 euro poi ha permesso ai prezzi di spingersi addirittura oltre 1,10 euro con relativa sospensione per eccesso di rialzo.


Alla prossima!

A cura di Nicola D'Antuono - info@miniday-trading.it

martedì 9 giugno 2009

Gli ostacoli tra te e la libertà finanziaria

Buongiorno a tutti. Oggi è stato pubblicato sul portale www.inagro.it la seconda lezione del mio corso online di sviluppo personale e finanziario chiamato InBusiness. L'argomento di oggi è: "Gli ostacoli tra te e la libertà finanziaria". Buona lettura!
Nella lezione introduttiva ho voluto fortemente soffermarmi sulla formulazione degli obiettivi come punto di partenza dal quale iniziare un percorso nuovo e stimolante propedeutico per una vita caratterizzata da abbondanza finanziaria. Al di là dei propri obiettivi di vita, professionali e finanziari, sono convinto che lo scopo principale della nostra esistenza sia la costante ricerca di quello che definisco il “binomio perfetto della realizzazione personale”: felicità e libertà. Essere liberi di decidere per il proprio futuro è forse una delle maggiori aspirazioni che ogni essere umano è spinto a conseguire nel tempo. Tuttavia, spesso capita che le persone si rifugino in alternative meno faticose e impegnative o addirittura rinuncino ai propri sogni per evitare il dolore di una delusione o di un fallimento.

Oggi voglio spiegarti da dove nascono le nostre paure, insicurezze e soprattutto le credenze limitanti, cioè le principali zavorre che ci impediscono di oltrepassare i “limiti di capacità” imposti dalla nostra mente. Ti dirò come fare un passo in avanti per eliminarle e cominciare a guardare il futuro da una prospettiva diversa.

Per raggiungere la libertà siamo in qualche modo obbligati a confrontarci con un tema di fondamentale importanza: il denaro. La stragrande maggioranza delle persone pensa di poter by-passare questo argomento lavorando duramente e affidando la gestione dei propri soldi a qualche fantomatico consulente finanziario (questo tema lo riprenderemo con maggiori dettagli nelle prossime lezioni). Si tratta della soluzione adottata dal maggior numero di persone ma anche quella che statisticamente produce i risultati peggiori.

A questo punto una domanda nasce spontanea: perché si ripetono sempre le stesse azioni se poi i risultati non sono certamente i migliori? Per rispondere è necessario scavare a fondo nella cultura dell’italiano medio, da sempre caratterizzata da un ostracismo verso il denaro (soprattutto nei confronti di chi ne possiede molto…) derivante da un retaggio intellettuale di stampo catto-comunista. Ebbene, è da qui che nascono le convinzioni riguardanti il denaro, il modo in cui utilizzarlo, a chi affidarlo, ecc.

Le convinzioni non sono innate ma si formano attraverso le esperienze della nostra infanzia (il cosiddetto periodo dell’imprinting), la cultura nella quale cresciamo, il feedback delle persone a noi vicine, il gruppo dei pari, le esperienze più significative e i bombardamenti mediatici a cui si è sottoposti quotidianamente. Penso che questa lezione sia la più importante di tutto il percorso che ti presenterò, in quanto le convinzioni hanno un impatto enorme sulla nostra vita, su ciò che siamo, su ciò che pensiamo e soprattutto su ciò che facciamo. Tutti noi pensiamo sempre di aver fatto la cosa giusta in quanto vediamo ciò che crediamo. Henry Ford, il grande industriale americano, diceva: “Che tu ci creda o no, comunque avrai ragione”. Dai un’occhiata a queste due convinzioni:

· credo sia possibile guadagnare 3000 euro al mese investendo in Borsa;
· credo non sia possibile guadagnare 3000 euro al mese investendo in Borsa.

Secondo te, quale delle due credenze è vera? Entrambe e ti spiego perché. Se pensi che la prima convinzione sia possibile, ti iscriverai ai corsi sugli investimenti in Borsa, acquisterai libri, e-book, audio-corsi, video-corsi e frequenterai sessioni individuali di coaching con i migliori professionisti del settore. Se pensi, invece, che non sia possibile, di certo sarai riluttante ad agire e a iniziare un percorso formativo di qualità. Come vedi, il comportamento per ognuna delle due ipotesi viene confermato in base alla convinzione di partenza.


Da qui possiamo affermare senza ombra di dubbio che non esistono convinzioni giuste o sbagliate, bensì potenzianti o depotenzianti. Ed è proprio questo che determinerà il tuo futuro.

La prossima settimana parleremo delle principali convinzioni limtanti sul denaro. Tuttavia, sin da ora voglio creare uno spartiacque verso la prossima lezione. Si tratta di un esercizio molto semplice che consiste nel rispondere a una serie di domande. Ti consiglio vivamente di fare l’esercizio in modo tale da confrontare le tue risposte con ciò che ti dirò la settimana prossima sulle credenze limitanti riguardanti il denaro. Buon lavoro!


A cura di Nicola D'Antuono - info@miniday-trading.it

lunedì 8 giugno 2009

Che cos'è uno spike?

Buongiorno e buon inizio settimana a tutti. Stamattina si è verificato su Finmeccanica (simbolo: FNC), titolo quotato a Piazza Affari nell'indice FTSE Mib, il cosiddetto spike. Si tratta di una configurazione grafica che ho anche accennato nel mio ebook Trading a Capitali Ridotti. Lo spike è una situazione in cui avviene un picco massimo o minimo del prezzo a seguito di un'ondata di acquisti o di vendite. Stamattina su Finmeccanica si è verificato uno spike ribassista, cioè il picco finale delle vendite che si erano scagliate sul titolo dall'inizio delle contrattazioni (tra l'altro con sospensione per eccesso di ribasso). Quando la volatilità aumenta è molto probabile assistere a simili situazioni, soprattutto sui titoli meno liquidi (e solo raramente su quelli più liquidi). Lo spike, nella versione ribassista, non è altro che un panic selling (panico da vendite) quando avviene una forte accelerazione al ribasso dei prezzi. In questi casi, se si è nella direzione giusta, è molto probabile lucrare extra-profitti spesso eccezionali e inattesi. Invece, è meglio non trovarsi mai dalla parte sbagliata (soprattutto sprovvisti di stop loss!) in quanto si corre il rischio di subire ingenti perdite economiche, oltre che psicologiche.
A cura di Nicola D'Antuono - info@miniday-trading.it

venerdì 5 giugno 2009

Fare trading sul Forex con il market mover per eccellenza...

Buongiorno a tutti. Oggi parliamo di Forex e di uno dei migliori momenti per fare trading sul "mercato dei mercati", cioè quando vengono pubblicate le decisioni relative alle politiche monetarie di un'area economica. Il market mover per eccellenza sul mercato delle valute è la decisione sui tassi di interesse (interest rate). Ieri (dopo quella annunciata dalla BoE alle ore 13,00) è stata la volta della Banca Centrale europea (BCE), nella figura del suo governatore Jean-Claude Trichet, che ha deciso di mantenere il saggio di interesse invariato all'1%. Alle 13,45, momento in cui è stata ufficializzata la decisione sui tassi, il mercato delle valute ha cominciato a muoversi con conseguente aumento della volatilità e della direzionalità su alcune coppie di valute. Il mercato ha premiato soprattutto il dollaro USA e preso di mira la Sterlina, colpita da violenti vendite. In questo contesto, è possibile inserirsi non appena si visualizza una netta pressione in acquisto o vendita (magari entrando sul breakout di un massimo o minimo relativo). Di seguito, ecco i movimenti sui tassi di cambio Eur-Usd, Eur-Gbp e Gbp-Usd.

A cura di Nicola D'Antuono - info@miniday-trading.it

giovedì 4 giugno 2009

67 euro netti in 50 secondi, la magia dello scalping...

Buongiorno a tutti. Stamattina ho lavorato in scalping un titolo illiquido del nostro listino, Elica (simbolo: ELC), che nella seduta di ieri aveva realizzato un nuovo massimo a 2 mesi a 1,56 mostrando una grande capacità di compiere escursioni di prezzo notevoli nell'intraday. Stamattina, mentre le Borse davano segnali di forza nei primi minuti di contrattazione - dopo il tonfo di ieri - ho notato una grande pressione in acquisto e continui acquisti sulla "lettera". Sul livello di 1,51 erano posizionati oltre 50mila pezzi così ho pensato di entrare al breakout di questo livello per sfruttare un'eventuale accelerazione dei prezzi. Entro long con 2500 pezzi a 1,51 alle ore 09,11'53''. Qualche istante dopo sono già in "lettera" a 1,54. Vengo eseguito completamente alle ore 09,11'53'', realizzando un profitto netto di 67 euro in 50 secondi!


A cura di Nicola D'Antuono - info@miniday-trading.it

mercoledì 3 giugno 2009

Acotel sempre più su...

Buongiorno a tutti. Aggiornamento su Acotel Group (simbolo: ACO), il titolo che ho segnalato in newsletter qualhe giorno fa al breakout di 69 a seguito di una decisa compressione di volatilità con una prolungata congestione dei prezzi per circa due settimane. Stamattina, nonostante le Borse siano negative (FTSE Mib e Dax -0,60%, Cac40 -1%), Acotel è sui massimi di giornata prossimo alla soglia psicologica di 73 euro. A questo punto stop profit come minimo in pareggio...
A cura di Nicola D'Antuono - info@miniday-trading.it

martedì 2 giugno 2009

Finalmente il breakout su Acotel!

Dopo circa due settimane con i prezzi in congestione sotto 69 euro e una netta compressione di volatilità, Acotel Group (simbolo: ACO) ha effettuato il breakout del summenzionato livello e si è spinto al momento fino in area 71 euro. Anche i volumi sono in forte aumento rispetto alla media giornaliera delle ultime sesioni. Il titolo è tra le segnalazioni ufficiali (che effettuo quotidianamente con la mia newsletter Traders Truth) da diverso tempo e stamattina finalmente l'ordine long si è attivato. Vediamo fin dove sarà capace di spingersi il titolo...
A cura di Nicola D'Antuono - info@miniday-trading.it

lunedì 1 giugno 2009

Nasce una nuova rubrica di crescita personale e finanziaria

Buongiorno e buon inizio settimana a tutti. Da oggi prende il via (sul portale http://www.inagro.it/) una nuova rubrica di crescita personale e finanziaria, denominata InBusiness e curata direttamente dal sottoscritto, che avrà una cadenza settimanale e aiuterà il lettore a migliorarsi sia da un punto di vista professionale che finanziario.



Buona lettura!

A cura di Nicola D'Antuono - info@miniday-trading.it